PERCHÈ, PRIMA O POI, UNA CURA LA TROVANO... MA NEL FRATTEMPO DIAMOCI UNA MANO PER NON PERDERCI NELLA NOTTE

martedì 14 aprile 2026

"Tra due mari - La misura del possibile"

“Tra due mari” è scritto per chi si trova a fare i conti con un cambiamento della vita e della vista.


Non offre risposte facili né consolazioni.

Offre un punto da cui partire.


Racconta di come si può ridisegnare una vita.

Oltre la paura.

Per riscoprire ciò che è davvero possibile.


“Tra due mari” è un libro che racconta cosa succede dopo una tempesta.



Da: "Tra due mari - La misura del possibile" 

Il sentiero cambia faccia.

La terra è scura, quasi nera, puntellata da sassolini rossicci, testimonianza della natura vulcanica di tutta la zona.

Procedo col favore del fresco, il bosco continua a ripararmi dal sole. Una leggera brezza mi accompagna, sempre pronta ad accarezzarmi la testa. Mi sento un po' come se queste maestà arboree fossero qui allo scopo di nascondermi agli occhi del mondo, proprio come fecero con i briganti.

Cammino leggero, su un lungo falso piano.

La mente resta immobile e lascia alle gambe l’onere del movimento. Poco alla volta perdo la cognizione dei passi. Vanno da soli, uno dopo l’altro, con ritmo calmo e regolare.

Mi sto abituando a questa nuova quotidianità.

Camminare. Nel silenzio, nel verde.

Godere della compagnia di un affetto.

Mangiare cose buone. Giorno dopo giorno.

La vita, in fondo, potrebbe essere anche solo questo.

Cos'altro manca?

Sento che la mia anima sta abbassando la guardia.

I pensieri, slegati dai preconcetti, stanno prendendo strade che non ho mai esplorato. Intorno a me vedo equilibrio.

Io, però, sono inquieto.

Continuo a camminare senza pensare ai passi. Una poesia di movimento che tiene sospesi i pensieri.

Mentre il tempo scorre avverto un peso aggrappato all’anima.

Chiudo gli occhi per qualche istante.

I suoni, i profumi, il tepore del sole sulla pelle mi accarezzano nel profondo, come la risacca fa con la sabbia quando la marea si ritira, all’alba. Onda dopo onda i sensi mi avvolgono.

E allora un nodo, lentamente, si stringe in gola.

Come svegliato di colpo, provo a ricacciarlo indietro.

Mi guardo intorno, quasi imbarazzato. Poi a testa bassa scorgo i miei piedi, conficcati negli scarponi. Sono coperti di polvere scura.

Resto immobile qualche secondo. Afferro gli spallacci.

E capisco.

Il peso che porto non è quello dello zaino. La zavorra è altrove. Grava sul cuore e sui pensieri.

Riprendo a camminare dopo una serie di respiri profondi. Alzo lo sguardo verso le chiome che puntellano la volta sopra di me. Una folata d’aria fresca mi fa scivolare una lacrima lungo la guancia.

Non la trattengo. La raccolgo con due dita.

Brilla sui polpastrelli come rugiada, attraversata da un raggio di luce che filtra tra le fronde.

Le gambe proseguono autonome. Dopo pochi passi ritorna quella sensazione di delicatezza, di protezione.

«Se basta stare qui, in mezzo alla natura, cosa sto aspettando per cambiare vita?» sussurro.

Per la prima volta dopo anni il peso della fragilità si allenta.

I miei occhi non evocano più così tanta paura. Li percepisco per quello che sanno fare. Vedere. E ora vedo, ogni cosa per quello che è.

Senza ostilità. Senza timori.

Finalmente i miei occhi vedono quello che mi basta.




Scegli tu dove leggerlo









giovedì 9 aprile 2026

Tra due mari - eBook disponibile


Trecento chilometri in cammino, con una diagnosi che avrebbe dovuto segnare un confine.

Quando la parola “malattia” entra nella vita, cambia il modo in cui ci raccontiamo il futuro.

I sogni si restringono, gli orizzonti si accorciano. E i limiti diventano protagonisti.

Ma se non fosse una condanna?


Tra due mari è il racconto di un attraversamento dal Tirreno all’Adriatico, una linea immaginaria tra acqua, memoria e possibilità.

Un viaggio, ma soprattutto un dialogo continuo con la fragilità, con la rabbia, con quello che pensavi di dover essere.


Pagina dopo pagina, il passo cambia.

E cambia anche lo sguardo.

La fragilità smette di essere un nemico da combattere e diventa una condizione da abitare.

Non più un limite, ma uno spazio che chiede di essere attraversato.


Questo libro non dà risposte facili né consolazioni.

Offre una prospettiva diversa.

Perché la vita non si restringe quando qualcosa cambia.

Semplicemente si trasforma.


E tra due mari, si può ancora scegliere quale rotta prendere.


Tra due mari



Tra due mari

La misura del possibile



Ricalibrare la vita.

Ridisegnarne i confini.

Oltre la paura. 

Per riscoprire ciò che è davvero possibile.




Il libro è finalmente disponibile su Amazon in formato eBook per Kindle.

Acquistalo a QUESTO link!










lunedì 23 febbraio 2026

ANCHE AGLI DEI PIACE GIALLO X

 Che Anche Agli Dei Piace Giallo lo sapete già dal 2016. 

Quella storia ve l'ho raccontata iniziando da QUI...

Sono passati 10 anni da quella partenza in Piazza del Nettuno a Bologna.


E quindi?

Quindi si riparte, perchè 

ANCHE AGLI DEI PIACE GIALLO!!!




giovedì 18 dicembre 2025

Un appuntamento da non perdere:

Domenica 21 Dicembre




TV2000

Ore 15:15


Nel corso del programma TERRAMATER, che narra storie di territori, ideali e progetti concreti di tutela ambientale, la conduttrice Carolina De Domenico dialoga con Dario Sorgato, fondatore e presidente di NoisyVision, e Maximilian Potemkin, uno dei partecipanti del Cammino sul Sentiero di Leonardo da Lecco a Milano realizzato nel 2023 in collaborazione con Compagnia dei Cammini e il supporto di Intesa Sanpaolo e Timberland.




giovedì 11 dicembre 2025

IL COMUNICATO STAMPA PER TINLAREBANT

 

Una nuova speranza per le persone affette da una malattia un tempo considerata incurabile: Belite Bio annuncia i risultati principali positivi dello studio pilota globale di fase 3 DRAGON sul tinlarebant negli adolescenti affetti dalla malattia di Stargardt

Link originale: QUI




  • Tinlarebant è il primo candidato terapeutico a dimostrare efficacia clinica in uno studio globale di Fase 3 per la malattia di Stargardt, ottenendo un valore di p statisticamente significativo pari a 0,0033.
  • Tinlarebant ha raggiunto l’endpoint primario di efficacia, dimostrando un beneficio clinico mediante una riduzione significativa del tasso di crescita delle lesioni del 36% rispetto al placebo, misurata tramite imaging retinico.
  • Tinlarebant è stato ben tollerato per tutta la durata dello studio.
  • La malattia di Stargardt colpisce più di 50.000 pazienti negli Stati Uniti.
  • Belite Bio prevede di presentare una NDA (New Drug Application) alla FDA statunitense nel primo semestre del 2026.
  • La Società terrà oggi una conference call e un webcast alle ore 8:00 a.m. ET.


SAN DIEGO, 1 dicembre 2025 (GLOBE NEWSWIRE) – Belite Bio, Inc. (NASDAQ: BLTE) (“Belite Bio” o la “Società”) ha annunciato oggi i risultati di topline dallo studio globale di Fase 3 “DRAGON” su tinlarebant, segnando il primo studio pivotale di successo in pazienti con malattia di Stargardt di tipo 1 (STGD1). STGD1 è una patologia oculare che porta a una perdita progressiva della vista, solitamente a partire dall’infanzia o dalla giovane età adulta, e attualmente non dispone di trattamenti approvati a livello mondiale.


Lo studio di Fase 3 DRAGON ha arruolato 104 pazienti con STGD1 e ha raggiunto il suo endpoint primario di efficacia, dimostrando una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante del 36% nel tasso di crescita delle lesioni retiniche, misurate come area di autofluorescenza decisamente diminuita (DDAF) mediante autofluorescenza del fundus, rispetto al placebo. La significatività statistica è stata raggiunta applicando l’analisi pre-specificata (valore di p = 0,0033). Considerata la natura progressiva tipica della STGD1, un’ulteriore analisi post-hoc con correlazioni più specifiche ha mostrato che l’effetto del trattamento rimaneva consistente, con un valore di p < 0,0001.


«I risultati finali dello studio DRAGON rappresentano una svolta storica nella malattia di Stargardt, aprendo la strada al primo potenziale trattamento per questa condizione devastante e portando nuova speranza a pazienti e famiglie che da tempo affrontano una malattia considerata non trattabile», ha dichiarato il dott. Tom Lin, Presidente e CEO di Belite Bio. «Tinlarebant non solo si è dimostrato efficace nel rallentare la degenerazione retinica, ma è anche la prima volta che un trattamento orale riesce a produrre un risultato clinicamente significativo in una malattia retinica degenerativa. Con questi dati stiamo proseguendo le interazioni regolatorie a livello globale e ci avviciniamo a offrire il primo trattamento approvato per le persone che vivono con la malattia di Stargardt. Esprimiamo la nostra sincera gratitudine ai pazienti, alle famiglie e agli sperimentatori la cui dedizione ha reso possibile questo risultato».


«La significativa riduzione della crescita delle lesioni osservata nello studio DRAGON, insieme al favorevole profilo di sicurezza, fornisce un’importante validazione del nostro approccio terapeutico e del meccanismo d’azione di tinlarebant. Questi risultati sottolineano l’impegno del team nel rispondere al bisogno insoddisfatto nella malattia di Stargardt e il potenziale di migliorare in modo significativo la qualità di vita di chi ne è affetto», ha aggiunto il dott. Nathan Mata, Chief Scientific Officer di Belite Bio.


Come previsto, il cambiamento complessivo dell’acuità visiva è stato minimo nel corso dei 24 mesi in entrambi i gruppi, in linea con i dati di storia naturale. Il profilo di sicurezza resta coerente con quanto riportato in precedenza dalla Società e tinlarebant è risultato ben tollerato, con solo quattro interruzioni del trattamento correlate al farmaco. Una volta completata l’analisi completa, la Società prevede di condividere ulteriori dati in prossimi congressi medici.


«Vedere dati di Fase 3 ben controllati che mostrano un marcato rallentamento della crescita delle lesioni nella malattia di Stargardt è estremamente incoraggiante», ha affermato il Professor Michel Michaelides, M.D., FRCOphth, oculista presso il Moorfields Eye Hospital, principal investigator nel Regno Unito e tra i maggiori arruolatori nello studio DRAGON. «Data la robustezza e la coerenza di questi risultati, riteniamo che una opzione terapeutica approvata sia all’orizzonte per le persone che vivono con questa condizione devastante».


«È straordinario riconoscere che, grazie ai solidi risultati dello studio DRAGON, potremmo presto avere Tinlarebant come primo trattamento in assoluto per la malattia di Stargardt», ha osservato Quan Dong Nguyen, MD, MSc, FAAO, FARVO, FASRS, Professore di Oftalmologia presso il Byers Eye Institute di Stanford e Professore di Medicina e Pediatria presso la Stanford University School of Medicine. « È solo questione di tempo prima che la riduzione osservata nella crescita delle lesioni si traduca in benefici misurabili per la funzione visiva. Studi precedenti hanno dimostrato che, se non trattata, la progressiva crescita delle lesioni causata dalla malattia di Stargardt può compromettere l'acuità visiva e il campo visivo. Tinlarebant ha dimostrato di poter ridurre significativamente la crescita delle lesioni».


«Lo studio DRAGON fornisce la prova più convincente ad oggi che una terapia orale può alterare il decorso della malattia di Stargardt», ha affermato il Dott. Hendrik Scholl, Direttore Sanitario di Belite Bio. Questi risultati convalidano l'approccio scientifico alla base dello sviluppo di Tinlarebant, dimostrando che la riduzione dell'accumulo di sottoprodotti tossici nella retina può rallentare significativamente la progressione della malattia. Tinlarebant ha prodotto un effetto terapeutico chiaro e statisticamente significativo sulla velocità di crescita delle lesioni DDAF, non solo nell'occhio dello studio, ma in entrambi gli occhi. Inoltre, l'effetto è stato supportato da un beneficio statisticamente significativo nell'endpoint secondario chiave, sempre in entrambi gli occhi. La sicurezza e la tollerabilità di Tinlarebant sono state molto favorevoli nello studio DRAGON. Nel complesso, questi dati rafforzano il potenziale di Tinlarebant di cambiare il panorama terapeutico della malattia di Stargardt e di stabilire un nuovo punto di riferimento per la ricerca futura sulle patologie retiniche ereditarie.


Dati salienti dello studio DRAGON


Lo studio DRAGON è stato uno studio pivotale di Fase 3, multicentrico, randomizzato (2:1, farmaco attivo: placebo), in doppio cieco, controllato con placebo, globale, della durata di 24 mesi, condotto su pazienti adolescenti affetti da STGD1.


Dati demografici dei pazienti


104 pazienti (n=69 nel braccio tinlarebant e n=35 nel braccio placebo), di età compresa tra 12 e 20 anni, sono stati arruolati nello studio DRAGON.

Tutti i pazienti avevano ricevuto una diagnosi di STGD1 con almeno una mutazione identificata nel gene ABCA4, una lesione atrofica di dimensioni comprese tra tre aree discali (7,62 mm²) e una migliore acuità visiva corretta (BCVA) di 20/200 o superiore.


Risultati di efficacia positivi


Tinlarebant ha raggiunto l'endpoint primario di efficacia, dimostrando una riduzione statisticamente significativa del tasso di crescita delle lesioni del 35,7% rispetto al placebo (valore p di 0,0033), misurata mediante imaging retinico, applicando una matrice di covarianza non strutturata secondo il Modello Misto per Misure Ripetute (MMRM). Per tenere conto della natura longitudinale dei dati raccolti, mantenendo al contempo la stabilità del modello data la dimensione del campione nello studio DRAGON, un'analisi post-hoc utilizzando una matrice di covarianza autoregressiva secondo il Modello Misto per Misure Ripetute (MMRM) ha prodotto un'entità dell'effetto del trattamento del 35,4% con un valore p <0,0001.

Un effetto del trattamento statisticamente significativo è stato osservato anche nell'occhio controlaterale per l'endpoint primario, con una riduzione del 33,6% della crescita delle lesioni (p = 0,041). Inoltre, Tinlarebant ha rallentato la crescita delle lesioni da autofluorescenza ridotta (DAF), endpoint secondario chiave calcolato come somma di DDAF e autofluorescenza dubbiamente ridotta (QDAF), nell'occhio in studio del 33,7% (p = 0,027) e nell'occhio controlaterale del 32,7% (p = 0,017).

La ​​dose giornaliera di 5 mg ha determinato una riduzione media dei livelli di RBP4 di circa l'80% rispetto al basale.

I livelli di proteina legante la retina 4 (RPB4) sono tornati all'84% del valore basale alla fine dello studio (da uno a tre mesi dopo la sospensione del farmaco). Il recupero della concentrazione di RBP4 è risultato ben correlato alla ridotta esposizione a Tinlarebant.


Profilo di sicurezza elevato, coerente con gli studi precedenti


Tinlarebant (5 mg per via orale, al giorno) è stato ben tollerato nei pazienti adolescenti affetti da STGD1.

Non si sono verificate interruzioni del farmaco o dello studio a causa di eventi avversi (EA) non oculari. Si sono verificate 4 interruzioni del farmaco correlate al trattamento.

Xantopsia e ritardo nell'adattamento al buio sono gli eventi avversi oculari più comuni correlati al farmaco. La maggior parte di xantopsia, ritardo nell'adattamento al buio e compromissione della visione notturna è stata lieve e si è risolta nel corso dello studio.

La cefalea è stata l'evento avverso non oculare correlato al trattamento più comunemente segnalato.

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