PERCHÈ, PRIMA O POI, UNA CURA LA TROVANO... MA NEL FRATTEMPO DIAMOCI UNA MANO PER NON PERDERCI NELLA NOTTE

Visualizzazione post con etichetta EXTRA's. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta EXTRA's. Mostra tutti i post

mercoledì 29 aprile 2020

Tramonto oltre la nebbia

Un vecchio post...in queste settimane di covid-clausura la mente cerca di fuggire dalle scatole di cemento in cui siamo costretti.
La mia cara Olympus mi chiamava dall'armadio...reclamando un po’ di luce.
Mi è tornata in mente questa bellissima giornata che torno a condividere. Era il5 dicembre 2015...


Oggi il cielo era grigio topo stecchito.
Una tristezza plumbea aleggiava su Imola. Finito di lavorare ho deciso di tentare la sorte spingendomi in alto.
Ho preso la reflex, il cavalletto, una birretta (che non si sa mai) e, messa in moto la macchina, mi sono diretto verso l'Appennino.
Il posto più alto che potevo raggiungere in breve tempo, visto che comunque erano le 15:00 e il sole non mi dava tanta autonomia, era il Monte Battaglia. Ci si arriva percorrendo la Strada della Lavanda, via suggestiva che unisce Fontanelice (BO) a Casola Valsenio (RA).
Ho dovuto attraversare uno spesso strato di nebbia, perchè proprio a mezza costa si era assestata la bianco grigiastra coltre umida.
Ma non appena superati i 700m, ecco la magia: un sole abbagliante è spuntato all'improvviso.

Caldo, intenso, accecante.

Il cielo era azzurro con screziature verdastri, che tiravano sempre più al carminio mano a mano che il sole piegava dietro l'orizzonte.

Ecco un po' delle foto che sono riuscito a scattare, usando un fantastico 58mm f2.0, preso in prestito per l'occasione dalla cara Zenith 35mm di mio padre e montato sulla mia fida em-10.


 










La cascata di nebbia
 

Ah...la birretta alla fine non me la sono bevuta. Troppo freddo, appena andato giù il sole aveva iniziato a gelare dappertutto.
Ma la stappo ora, mentre sviluppo le foto di oggi.
Prosit!

lunedì 1 febbraio 2016

Il denaro ...è tempo!

Sembra il gioco di parole di un ubriaco, e invece è il mio motto da qualche tempo.

Posso anche essere più preciso, in verità.  Il giorno in cui arrivai a questa equazione fu il 31 Giugno 2014.
Camminavo lungo un sentiero all'interno del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, sopra il bellissimo borgo di Brisighella. 




Era passata da poco l'una, il lungo pomeriggio del mese più bello dell'anno stava appena iniziando. Io seguivo i passi, incerti ma caparbi, del mio pupetto che, munito di bastoncino, cercava di imitarmi e giocava a fare l'escursionista.


Da alcuni giorni avevo un pensiero piuttosto ricorrente. La mia nonna materna, la cara Nonna Antonietta, era da poco scomparsa. Le avevo portato l'ultimo commosso saluto proprio il mese prima. Con grandissima dignità e coraggio, nella sua lunga vita aveva provveduto alla cura di tutti i suoi congiunti e discendenti. Anche dopo una lunga malattia, che le aveva prosciugato gran parte dei risparmi per la vecchiaia, era riuscita comunque a conservare con amore un piccolo lascito per i nipoti. Tanti, aggiungerei, visto che siamo in 8, avuti da quattro figli.

Una piccola somma, ma comunque un grande regalo per noi tutti. Ed io, da bravo bimbo, ero li a pensare cosa avrei potuto regalarmi con quel denaro. Volevo qualcosa di durevole nel tempo, di desiderato. Cercavo di materializzare l'affetto e il ricordo in qualcosa di fisico, di prezioso. Che nessun ladro avrebbe mai potuto portarmi via, e che il tempo non avrebbe potuto sciupare.

Mentre calpestavo cristalli di gesso, brillanti sotto il sole alto e splendente, assorto in questi pensieri forse anche troppo infantili, ho finalmente trovato la risposta.

Esiste una sola cosa che non può essere rubata da nessuno, che non si rovina e che non potrà mai passare di moda e perdere di appeal. Si tratta dell’unica cosa che il tempo non potrà mai sciupare…. ed è il tempo stesso.

Ho fatto due conti e, i casi della vita hanno voluto che la cifra ricevuta in dono corrispondesse esattamente a una mia mensilità di stipendio.

Ho così deciso di regalarmi un mese.

30 giorni di ferie extra, da usare per godermi la mia famiglia, per fare passeggiate, per stare con amici…insomma, per vivere la vita!

Conseguenza di questa decisione è l’attuale mia percezione del denaro. Per me rappresenta uno dei principale mezzi per poter acquistare tempo.

E capita sovente che, rovistando nei miei cassetti e armadi, mi sorprenda a sorridere mentre dico tra me e me ” Oh, chissà se riesco a vendere sto coso qua…piuttosto che tenerlo qui a prendere polvere mi ci potrei pagare una settimana di aspettativa non retribuita!”.




lunedì 25 gennaio 2016

E' sempre tutto oggettivamente...relativo

Mauro Corona, interpellato in merito alla qualità della ristorazione in Italia, una volta disse: "Provate a stare senza mangiare per tre giorni! Poi vedrete come tutto vi sembrerà prelibato e sopraffino".

Bene, per quanto estremo, il suo ragionamento a mio avviso non fa una piega. Lo dobbiamo ovviamente contestualizzare in una discussione in cui si ragionava sulla tendenza culinaria basata sulla ricerca dell'estrema perfezione in cucina, che ai nostri giorni è particolarmente up to date.

Io ho trovato il modo di applicare questa equazione di semplificazione esistenziale anche a molti altri aspetti della vita...e ovviamente la Stargardt c'è finita in mezzo.

Noi tutti ci vediamo male. 
Malissimo, alcuni, malino i più fortunati. 
La "maledizione" di un ipovedente è, paradossalmente, proprio quel residuo di vista  posseduto. Sembra una bestemmia, lo so, ma aver ogni giorno di fronte agli occhi il proprio deficit è come avere un promemoria che continuamente grida "ci vedi male! ci vedi male!".
Questo genera un tremendo disagio alla maggior parte di noi, perchè in ogni istante vediamo quello che vediamo e lo vediamo male, con la profonda consapevolezza di come invece vorremmo vedere.

Ok. Questo è il bicchiere mezzo vuoto.

Provo ora ad applicare l'equazione di Mauro Corona.

Proviamo a bendarci gli occhi per una giornata intera. Non tre giorni, come il caso del mangiare, ma solo 24 ore.
Battezziamo la data opportuna e la sera, andando a letto, indossiamo una mascherina da notte, come quelle che ti danno nei treni scandinavi per affrontare i periodi di luce perpetua. 
Al risveglio teniamole su e continuiamo così per tutto il giorno, fino a che non si fa di nuovo ora di andare a dormire.
Il mattino successivo leviamo la mascherina...e vediamo che cosa ci appare.

Sono piuttosto convinto del risultato.

Qualcuno potrebbe giustamente chiedermi "Oh, suonato! Ma per caso sei contento di vederci male, allora?"
Beh...avessi potuto scegliere avrei fatto diversamente, ma data la situazione posso dire con certezza che sì, sono contento di vederci. Male? Bene? E' tutto relativo, per quanto oggettivo.
Perché avrei potuto non vederci proprio...e tra l'altro non è ancora detto, vista l'imprevedibilità della vita!

Non è una questione di accontentarsi, ma di essere realisti... e felici di quello che c'é e che ancora funziona.
La nostra situazione è questa, volenti o nolenti. L'unica cosa che possiamo fare è non farci azzoppare da questa condizione e fare di necessità virtù! Abbiamo solo da perderci a stare immobili e sofferenti di fronte alla realtà di ipovedenti.
Per cui, ragazùl, sorriso in faccia e via di corsa in  contro alla vita!
Sempre avanti, come si dice qui nella Rossa, Dotta e Torrita Bologna.

giovedì 14 gennaio 2016

VENTOLIBERO

Spesso mi sono ritrovato a sognare di solcare i mari a bordo di un grosso scafo. Magari tutto di legno scuro, con uno o due alberi e tantecandide vele accarezzate da venti umidi.
E' una cosa molto più facilmente realizzabile di quanto si possa immaginare, soprattutto per chi ha la visione compromessa, parzialmente o completamente.
Quardate i video qui sotto, e scoprite il progetto VENTOLIBERO!!!!







Come si fa a pianificare una regata se non ci si vede? Ecco...



Volete provare un'esperienza unica? Allora tenetevi liberi dal 17 al 21 Maggio 2016.
Venice Lagoon Raid potrebbe essere l'evento che fa per tutti gli aspiranti lupi di mare...e non solo!
Si tratta di 5 giornate passate a spasso nella laguna di Venezia. A piedi e in barca!
Si legge sul sito ufficiale www.velaraid.it: "è un vagabondare tra acqua e terra alla scoperta di angoli di silenzio, di scorci di una Venezia non pubblicizzata, di poesia non contaminata dal rombo dei motori. A Venezia si passeggia tra le calli silenziosamente, in laguna la silenziosità è garantita da remi o vele, triangoli rubati all'azzurro del cielo."

lunedì 11 gennaio 2016

21 - 29 Maggio 2016 - VIA DEGLI DEI

Ancora tre settimane per iscrivervi a all'avventura che vi porterà da Bologna a Firenze a piedi!

Abbiamo ricevuto tante domande, sia da ipovedenti che normovedenti, dall'Italia e da vari paesi europei!!!

Non ultimo, grazie a una donazione ricevuta è èstato possibile applicare una riduzione per le quote di iscrizione.
QUI tutti i dettagli, mentre QUESTO è il collegamento per trovare il form da compilare ed inviare per l'iscrizione.


120 km lungo un'antica via Romana, che in antichità collegava Florentia alla emiliana Bononia. 
6 giorni di cammino su sentieri e mulattiere. 
Voi portate zaino e sacco a pelo, agli alloggi pensiamo noi!

Per maggiori notizie sull'itinerario ecco alcuni riferimenti:

InfoSasso
ViaDegliDei
IlFattoQuotidiano


QUI potete ordinare online la Carta dell'itinerario.

QUI, invece, trovate la lista delle librerie dove è in vendita la mappa della Via degli Dei.

Infine, un video dell'associazione InfoSasso, che svolge un'ottimo servisio di coordinamento e supporto per tutti quelli che vogliono affrontare l'avventura!



giovedì 7 gennaio 2016

Un pensiero illuminato

Condivido questo scritto, attribuiti ad Albert Einstein.
Non so se si possa essere autentico o meno, ma lo spessore è indubbio.

"Quando proposi la teoria della relatività, pochissimi mi capirono, e anche quello che rivelerò a te ora, perché tu lo trasmetta all’umanità, si scontrerà con l’incomprensione e i pregiudizi del mondo.
Comunque ti chiedo che tu lo custodisca per tutto il tempo necessario, anni, decenni, fino a quando la  società sarà progredita abbastanza
per accettare quel che ti spiego qui di seguito.
Vi è una forza estremamente potente per la quale
la scienza finora non ha trovato una spiegazione formale.
E’ una forza che comprende e gestisce tutte le altre,
ed è anche dietro qualsiasi fenomeno che opera nell’universo e che non è stato ancora individuato da noi.
Questa forza universale è l’amore.
Quando gli scienziati erano alla ricerca di una teoria unificata dell’universo, dimenticarono la più invisibile
e potente delle forze.


L’amore è luce, visto che illumina chi lo dà e chi lo riceve.
L’amore è gravità, perché fa in modo che alcune persone si sentano attratte da altre.
L’amore è potenza, perché moltiplica il meglio che è in noi, e permette che l’umanità
non si estingua nel suo cieco egoismo.
L’amore svela e rivela. per amore si vive e si muore.
Questa forza spiega il tutto e dà un senso maiuscolo alla vita.
Questa è la variabile che abbiamo ignorato per troppo tempo, forse perché l’amore ci fa paura, visto che è l’unica energia dell’universo che l’uomo non ha imparato a manovrare a suo piacimento.
Per dare visibilità all’amore, ho fatto una semplice
sostituzione nella mia più celebre equazione.
Se invece di e = mc2 accettiamo che l’energia per guarire il mondo può essere ottenuta attraverso l’amore moltiplicato per la velocità della luce al quadrato, giungeremo alla conclusione che l’amore è la forza più potente che esista, perché non ha limiti.
Dopo il fallimento dell’umanità nell’uso e il controllo
delle altre forze dell’universo, che si sono rivolte contro di noi, è arrivato il momento di nutrirci di un altro tipo di energia.
Se vogliamo che la nostra specie sopravviva, se vogliamo trovare un significato alla vita, se vogliamo salvare il mondo e ogni essere senziente che lo abita, l’amore è l’unica e l’ultima risposta.
Forse non siamo ancora pronti per fabbricare una bomba d’amore, un artefatto abbastanza potente da distruggere tutto l’odio, l’egoismo e l’avidità che affliggono il pianeta.
Tuttavia, ogni individuo porta in sé un piccolo ma potente generatore d’amore la cui energia aspetta solo di essere rilasciata.
Quando impareremo a dare e ricevere questa energia universale, Lieserl cara, vedremo come l’amore vince tutto, trascende tutto e può tutto, perché l’amore è la quintessenza della vita.
Sono profondamente dispiaciuto di non averti potuto esprimere ciò che contiene il mio cuore, che per tutta la mia vita ha battuto silenziosamente per te.
Forse è troppo tardi per chiedere scusa, ma siccome il tempo è relativo, ho bisogno di dirti che ti amo e che grazie a te sono arrivato all’ultima risposta.                                                                                                             
Tuo padre.
Albert Einstein"

giovedì 17 dicembre 2015

ANCHE AGLI DEI PIACE GIALLO - UN'AVVENTURA PER IPOVEDENTI... E NON SOLO

Ci siamo...i tempi sono maturi!

La primavera prossima si parte per una nuova avventura!


Ricordate Dario Sorgato? Si, proprio lui, quello di Noisy Vision, del Workshop europeo "The Visionary Europe", lo stesso che a marzo è salito sul tetto del Mondo per ingiallire l'Everest!

Bene, abbiamo unito idee e forze, a abbiamo organizzato questa nuova avventura....dedicata a ipovedenti e non!

Lungo un'antica rotta militare romana, la Flaminia Militare che collega Bologna a Firenze. Una passeggiata di 6 giorni, 120 km zaino in spalla e scarponi ai piedi, proprio come al tempo di Scarpinare per la Ricerca, percorrendo questa volta la Via degli Dei, che per l'occasione si tingerà di giallo! Il giallo della campagna #YellowTheWorld di cui Dario è ideatore e promotore!



Curiosi? 
Interessati? 
Volete saperne di più??
QUESTA la pagina ufficiale, e a QUESTO link potrete scaricare il bando (sempre in inglese)
QUI, invece, il form per candidarsi alle selezioni per l'avventura!!! 

A QUESTO link, per gli irriducibili anti anglofonia, la versione in italiano della presentazione dell'evento.






lunedì 14 dicembre 2015

Le nostre vite...

Quante cose possiamo fare nella nostra vita, al netto di quelli che chiamiamo "impegni inderogabili", ma che nella realtà dei fatti si tratta solo di fasulle invenzioni da adulti. 

Mille e più, di certo. 

Ed è l'entusiasmo e la scoperta che alberga negli occhi di mio figlio a tenere, negli ultimi anni, la mia attenzione puntata su questi temi.

La vita va vista e vissuta con gli occhi di un bimbo, senza cinismo, senza malizia e, manco a dirlo, senza cattiveria.
Ci sono montagne di cose che possono essere vissute con entusiasmo nelle nostre esistenze, per le quali vale la pena vivere, istante per istante. 
Qualunque possa essere la nostra disgrazia, qualsiasi sia la nostra compagna di sventura, pensando a ciò che è stata la nostra giornata, nell'istante prima di cadere addormentati, un sorriso deve affiorare sulle nostre labbra.
Perchè è così, c'è troppo nella vita di grandioso per non doverlo vivere con contentezza.

E non è una questione di quanto denaro si possa investire nei divertimenti perchè, anzi, meno soldi ci sono e più ci si diverte. È un'equazione che non ho stabilito io, ma economisti di calibro mondiale. Cercate chi è Tim Jackson e leggete il suo libro, "Prosperità senza crescita". 
Il governo inglese commissionò a questi professori uno studio di valutazione della sostenibilità economica del nostro tempo. Tra le varie cose, hanno cercato di valutare la correlazione tra benessere e reddito pro capite. E hanno scoperto cose da far rizzare i  peli, per quanto basilari e scontate in verità sono. I nostri nonni, peraltro, concorderebbero con queste analisi. 
Va precisato però cosa si è inteso come indicatore di benessere e contentezza. Si è preso come riferimento la condizione di benessere sociale degli individui nel loro contesto collettivo, la possibilità di accesso all'istruzione e alle cure mediche primarie, il livello di serenità, di possibilità di svaghi e fruibilità del tempo libero, la mortalità infantile e il tenore calorico giornaliero alimentare disponibile per cittadino.
Bene, mettendo in grafico il livello di contentezza in funzione del reddito, si è potuto stabilire che il picco di benessere percepito dalle persone si ha con redditi di 8 mila dollari annui pro capite. Dopo questa soglia, il livello di contentezza percepita si stabilizza, per poi iniziare a precipitare in caduta libera oltre i 15 mila dollari annui di reddito..
Questo signori, in altre parole, hanno stabilito che un cubano è mediamente più contento del vicino e grassoccio yankee! L'avreste mai detto? Io no, o meglio non prima di aver potuto vedere cuba nel 2010.

La fa da padrone, in questa analisi, Il valore che il tempo può assumere per gli individui, a seconda delle realtà personali, sociali e lavorative.
Dipende ovviamente dal vissuto di ognuno, dal momento storico dell'esistenza di una persona, dalle personali ambizioni ed inclinazioni.

Dal canto mio, grazie soprattutto alla Stargardt, il tempo ha assunto un sapore decisamente differente. Tutt'a un tratto ha preso sempre più valore, diventando prezioso più dell'oro.
Lo ripeterò sempre, la scoperta di essere malato è stata una doccia fredda da cui mi sono asciugato e riscaldato grazie all'affetto di chi mi sta ogni giorno vicino, ma poi i passi ho iniziato a dirigerli io, nella direzione da me scelta e desiderata.
Ne ho parlato anche QUI, ma sono alcuni giorni che torno spesso con la mente a queste considerazioni, e quindi ho deciso di scrivere ancora in merito a un argomento a me così caro.

L'ultima occasione di ragionarci sopra è stata proprio sabato scorso, quando finito il turno di lavoro, una volta appeso il camice bianco nell'armadietto, ho fatto le corse per rubare alla giornata gli ultimi scampoli di luce.

Guidavo in mezzo alla nebbia, che si addensava a mezza costa, e mi dicevo "ma guarda che ti sei messo in testa di fare, mezzo ciecato che sei...". Ero un po' in ansia perchè si vedeva davvero a dieci metri,lungo i tornanti che percorrevo con la macchina. Avevo anche pensato di fermarmi e tornare indietro ma, proprio poche curve dopo la mia  preoccupazione, sono sbucato oltre la grigia cortina, e ho trovato un sole intenso pronto a fugare ogni tentennamento dalla mia anima.

Mi sono ritrovato a ridere tra me e me per lo stupore. Il paesaggio era davvero mozzafiato e mi scappava da ridere...
Mi sono divertito un mondo in quell'oretta, solo con la mia reflex e il tramonto in quota.
Non ho fatto nulla di speciale. Ho semplicemente passato una manciata di minuti a scattare foto davanti a un paesaggio mozzafiato. Un'attività a basso impatto economico e piuttosto sostenibile, che mi ha riempito di gioia e ha generato anche un nuovo contenuto per il blog che ora state leggendo.

In fondo, il bello di vivere è proprio questo. Avere la serenità di poter cogliere le piccole sfumature nel quotidiano, assaporando le bellezze che il vivere riserva agli attenti e appassionati dell'esistenza.
Certo, una minorazione sensoriale pone paletti sul proprio cammino, ma si tratta di trovare solo il sentiero alternativo, e il viaggio può riprendere, zeppo di stupore, di scoperta e di nuovi stimoli.

Io posso raccontarvi, post dopo post, solamente delle mie esperienze. 
Cerco di sondare il terreno dell'esistenza sperimentando e cercando nuovi stimoli, nel tentativo di ridisegnare i confini dell'essenza più interiore, dei desideri più nascosti che troppo spesso coscientemente cerchiamo di ignorare.

La fotografia, la musica, la scoperta di quali segreti si nascondono nel borgo dietro l'angolo, o anche semplicemente la voglia di saggiare le emozioni e le sensazioni che scaturiscono nel gustare la buona cucina.....
Sono infinite davvero le vie della sperimentazione esistenziale, e assolutamente plasmabili in funzione delle difficoltà sensoriali che una malattia può ad esempio presentarti.
E da questi ragionamenti, il passaggio al "come usiamo il nostro tempo libero" è piuttosto rapido.

Il lavoro...è una maledizione. 

Necessaria? 

Forse, ma ogni regola può essere riscritta, o quanto meno ridimensionata.

Quando passate un week end intenso, dedicato a far cose che vi riempiono di sana contentezza, come potete pensare con serenità al lunedì che incombe? Mi riesce così alieno pensare di dedicare la maggior parte della mia vita al lavoro, sacrificando il tempo di scoprire, sperimentare, amare, gioire...insomma, vivere!
Ed è proprio in questi frangenti che prendo in mano la mia vita e inizio ad esaminare come poter rivedere, al ribasso, le quote settimanali che devo dedicare a ciò che non centra con quello che voglio dalla ma vita. 

L'unica via è agire sulle uscite inutili. Inutili e dolorose, perchè ogni spesa idiota corrisponde ad ore di lavoro necessarie a coprire quella spesa.

E in questo senso, tutti i beni voluttuari prendono la dimensione che gli compete. 

Diventano minuscoli, insignificanti...no, anzi, fastidiosamente pesanti, perchè per mantenere il tenore che la vita da consumatori, a cui ci vorrebbero allineati, costa tanto in termini di tempo. Nei nostri giorni il termine consumi e consumatori pare abbia un'accezione alta, nobile quasi. Ma se io penso al senso di questa parola, ci trovo poco di elevato. Una cosa consumata è ormai da buttare. Consumare vuol dire far sparire, rovinare...sciupare.

Spesso guardo al decennio scorso e penso ai costi che la tecnologia aveva nel nostro quotidiano. Un cellulare, al tempo, corrispondeva a qualche ricarica fatta di tanto in tanto, mediamente. Oggi tutti abbiamo un settimanale stillicidio di denaro che serve a mantenerci sul pezzo, in termini di connessione web e umts. A fine anno, euro più euro meno, vanno a costare una settimana di lavoro. Una settimana di tempo che buttiamo per fare niente di tangibilmente concreto. 

Cosa resta di quel tempo? L'incazzatura quando il traffico del periodo è esaurito e non possiamo più navigare gratis...

È un estrema citazione, lo so, però oggi abbiamo una pressione onerosa che ci porta a lavorare molto di più di quanto avremmo bisogno. E questo, per chi come me si uccide la vista nello svolgimento del suo lavoro, ha un peso enorme. 

Ricordo nettamente i giorni in cui macinavo 40 ore settimanali a staccare fustelli, dietro al banco della farmacia dove prestavo servizio al tempo. In tre mesi di lavoro avevo iniziato a soffrire di diplopia e nistagmo. Avevo gli occhi in guerra...

Ora, non ne ho mai fatto mistero, viaggio su binari molto più confortevoli. Con 25 ore di banco a settimana mi permetto una visione più stabile, senza grossi tremori e sdoppiamenti. Ho ridotto l'impatto della Stargardt sulla mia vita, e ho comprato 60 ore di libertà in più al mese.

A che prezzo? 

Tanta contentezza e meno dolore bulbi oculari. E meno scemenze intorno alla mia vita, di conseguenza. Se fai un down shift nella tua vita, immancabilmente la decrescita si trasforma in meno cose inutili da comprare, in minor zavorra esistenziale sulle spalle e in una mirata riduzione di consumi fittizi. E levando via tutto il fumo che ci offusca la vista, scopriamo che avendo tempo per pensare e ragionare con lucidità possiamo spendere meno per vivere meglio. Molto meglio, sotto ogni aspetto.

Ed ecco, tanto per chiudere con lo stesso soggetto con cui ho iniziato questo post introspettivo, arriva puntuale l'osservazione che il mio ometto ha fatto alcuni giorni fa, giusto un istante prima di addormentarsi tra le mie braccia.

"Babbo, non devi andare a lavorare. I grandi non devono lavorare, devono stare con i loro bimbi"

Beh, io non posso rispondere a questi occhi innocenti che devo star lontano da loro tante ore perchè ho bisogno di accumulare i soldi per comprare dell'inutilissimo niente.

venerdì 20 novembre 2015

OLTRE LE BARRIERE - VIAGGIO NELLE PERIFERIE ESISTENZIALI



Roma 27 e 28 Novembre 2015



Sala Teatro dell’Istituto Salesiano Pio XI di Via Umbertide 11, Roma (Fermata Metro Colli Albani)
  




Due giornate per sensibilizzare la comunità urbana sulla fragilità e sulla disabilità, per promuovere la consapevolezza della necessità di potenziare interventi di supporto alle periferie esistenziali, creando canali di comunicazione tra mondi separati da barriere invisibili e dolorose. 

Partecipate!!!

Translate