PERCHÈ, PRIMA O POI, UNA CURA LA TROVANO... MA NEL FRATTEMPO DIAMOCI UNA MANO PER NON PERDERCI NELLA NOTTE

sabato 13 agosto 2016

"Anche agli Dei Piace Giallo" - Venerdì 27 Maggio 2016 - Penultima Tappa



Il regionale che collega Faenza a Firenze mi pare lento come una lumaca. E' tanta la fregola di arrivare, e ogni secondo mi pesa come un macigno. Per fortuna non ci sono intoppi e il mio arrivo a San Piero a Sieve è puntuale, come da tabella. Sono le 8:46 e mi incammino verso l’albergo dove la truppa mi attende per la partenza. Attraverso il paese e qualche sorriso mi anticipa che la nostra presenza è cosa nota ai "sanpierini". Ne sono contento ed onorato.

"Hi guys!" tuono io dall'alto dello stradello che sbuca nella piazzetta dove c'è l'albergo. Sono felice di essere di nuovo nelle fila della compagnia, ci restano due tappe all'arrivo, e percepisco già nei loro volti la soddisfazione di essere ampiamente oltre il punto di non ritorno. Ci sarà ancora da camminare, ma il grosso è alle spalle e ne sono tutti consapevoli.
Il Mugiallo ci saluta e con Fabrizio e Andrea in testa ci addentriamo per un sentiero che taglia attraverso boschi di quercia, e che piega verso sud. Lasciamo alle spalle il paese e con un ripido strappo ci portiamo in quota, camminando per quasi tutta la mattina a mezza costa. Il profumo delle ginestre in fiore regna anche in questa parte di Appennino, e mi riscopro quasi stupito nell'annusarlo ancora una volta. Ci sono rovi e fronde nel sentiero. Le abbondanti piogge primaverili hanno fatto esplodere la vegetazione che, oltre al sottobosco, sta conquistando anche zone che non gli competono. Mi porto davanti a Maaike, voglio pulirle la via. A colpi di bastone abbatto i tralci spinosi che spesso ci si parano davanti, e mi accorgo che in questo modo il passo del nostro gruppetto riprende ad essere sostenuto. Chiedo alla mia nuova amica olandese qualcosa di lei. Ho letto sul suo sito di tante imprese sportive, e lei mi conferma di essere un'appassionata di tantissime attività. Le avevano anche chiesto di partecipare alle olimpiadi ma, almeno per la precedente edizione, aveva deciso di non accettare perchè aveva altri impegni e non voleva rinunciarci. Gli allenamenti olimpionici non consentono altre distrazioni, e neppure per le amicizie resta sufficiente spazio per cui mi confida che se ne riparlerà probabilmente alla prossima occasione. Per gli europei di sci, invece, inizierà ad allenarsi a fine estate. E' una ragazza davvero super impegnata, ed è un vero piacere sentire con quale entusiasmo parla della sua vita. Infermiera professionista, ora si sta dedicando al massaggio sportivo. Si è diplomata come fisioterapista e lavora a Den Bosch, città che porta il nome del celebre pittore Hieronymus Bosch, che giusto il giorno prima di conoscere Maaike ho scoperto per caso ascoltando la radio. E' stata una vera sorpresa sapere che lei viene proprio da li: poco da fare, in questa avventura il caso si sta divertendo tantissimo con noi.
Con inaspettata rapidità si fa ora di pranzo. Ci fermiamo nei pressi di un convento abbandonato, e alla prima radura ci sistemiamo per consumare i nostri panini. La scelta però non è delle più azzeccate: il prato su cui ci rilassiamo deve essere stato oggetto di visita da parte di un gruppo di ungulati, che involontariamente ha lasciato una pericolosa traccia del proprio passaggio.  Mentre mangiavo il mio panino, Maaike mi chiama e mi chiede "che diavolo mi sta camminando sul braccio?". Io mi avvicino e vedo che una minuscola zecca, allo stato di pupa, sta facendo free climbing abusivo sul suo avambraccio, in cerca di una bella venuzza da infilzare. La prendo e la schiaccio,ma di li a poco anche su altri camminatori vengono scoperti altri maledetti succhia sangue. Con attenzione le rimuoviamo tutte, e ci togliamo rapidamente da quel covo di zecche nascoste all'ombra di cipressi secolari. Già che siamo tutti di nuovo in piedi, ne approfittiamo per riprendere la marcia: il Monte Senario ci attende con il suo santuario e con Elisabetta, Patrizia, Sara e Barbara, arrivate per ricongiungersi alla compagnia per la tappa conclusiva di domani.
Eccezion fatta per una marea di fango incontrata nel tratto finale, la tappa si chiude rapida e tranquilla. 

Arriviamo presto in vetta al Monte Senario e abbiamo tempo per goderci la splendida vista su Sesto Fiorentino che da qui si apprezza. 
Berny sul trattore dei monaci




Si avvicina a me Bernard, con la sua fida coppola irish-style indossata, come di consueto, a fine tappa. Ha una bottiglia di whisky irlandese in mano, alla quale svita il tappo che subito riempie con un po' di distillato ambrato. 

Poi me lo porge e mi dice "in Irlanda è consuetudine, una volta raggiunto il punto più alto di una escursione, compiere questo piccolo rito con il nostro liquore più tipico". Ha un tono solenne e io ascolto come fossi al cospetto del mio mentore. "Devi prima dare un po' di whisky alla terra su cui sei ora, e dopo un sorso tocca anche a te".
Non nego che mi sento onorato e al contempo emozionato, e come da istruzioni verso il primo tappo di whisky a terra, pensando in quell'istante a quanta gratitudine nutro nei confronti di questa natura che ci sta ospitando così benevola.
Siamo però alla penultima tappa, e Bernard decide di far compiere questo rito a tutti i partecipanti. Ha un'altra bottiglia di whisky nello zaino, e non vuole portare peso a casa. Inutile dire che tutti i camminatori accolgono con grande entusiasmo questa notizia. Può sembrare strano, ma uno o due sorsetti di distillato irlandese a fine tappa riescono ad allentare la tensione e la fatica accumulata, senza però dare alla testa.
Per la consueta bevuta di fine giornata, però, dobbiamo attendere ancora un po'. C'è una piccola sorpresa in serbo per uno dei nostri angeli custodi. Oggi è il compleanno di Marinella, e le ragazze del CAI hanno preparato un piccolo banchetto per festeggiare insieme, ai piedi del Santuario di Monte Senario. 

Con gioia vengono stappate le bottiglie con cui tutti brindiamo insieme, mangiando le deliziose focacce, pizze e gli strepitosi zuccherelli preparati da Elisabetta, Patrizia, Sara e Barbara. Kristinn si avvicina e mi dice "questo è il vero spirito del vostro popolo". Mi commuovo quasi, ma ha ragione da vendere…peccato che per noi pare sia scontata tanta bellezza!
Finiti i festeggiamenti ripieghiamo per il punto sosta per questa giornata di cammino. Non spenderò altre parole in merito perchè la bellezza di questa bellissima giornata ha rischiato di essere parzialmente oscurata dall'accoglienza terribile che ci è stata accordata nell'hotel che ci ha ospitato questa sera. Neppure il nome voglio riportare, perchè non merita davvero nemmeno una parola di più.
Dico solo, a chi legge queste righe, di evitare assolutamente come penultima tappa Bivigliano. Allungatevi fino all'Olmo, frazione in cui sorge una struttura ricettiva che merita davvero tanto. Sono solo tre km in più, ma potrebbe far la differenza tra la mediocrità e l'eccellenza.

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